Top 5 – Le peggiori tratte ferroviarie

Scritto da su 11 dicembre 2017

Legambiente ha pubblicato Pendolaria, uno studio che comprende anche la poco lusinghiera classifica delle dieci tratte ferroviarie peggiori d’Italia, linee che attraversano città popolose o altre secondarie, tratte frequentate comunque ogni giorno da migliaia e migliaia di pendolari. Le cinque peggiori costituiscono la nostra Top5 di oggi.

1)Roma-Lido: registra un afflusso giornaliero di 55.000 tra studenti e lavoratori contro i circa 100.000 stimati fino a pochi anni fa, le biglietterie sono presenti in meno di un quarto delle stazioni che spesso non sono presenziate dal personale ferroviario. Del quadro generale fanno parte anche continui guasti, problemi tecnici, ritardi periodici.


2) Circumvesuviana: collega un’area metropolitana di circa due milioni di abitanti; nell’ultimo anno uno dei problemi più grossi è stato quello delle soppressioni, ce ne sono state ben 4.252. Oggi viaggiano 56 treni, ma ne servirebbero almeno 70 per garantire un servizio dignitoso ai pendolari.
3) Reggio Calabria-Taranto: la ferrovia Jonica è una linea di 472 km, che collega tre regioni e tanti centri portuali e turistici, ha visto negli ultimi anni un peggioramento drastico del servizio. Sono solo 6 i collegamenti giornalieri; a Sibari il treno finisce e si prosegue in pullman.
4) Verona-Rovigo: poche corse, mezzi obsoleti, ritardi e abbandono delle piccole stazioni spesso sprovviste perfino delle tabelle degli orari. I treni sono degli anni settanta.
5) Brescia-Casalmaggiore-Parma: meno di 30 treni giornalieri, versa da diversi anni in una condizione di abbandono. Il materiale rotabile ha un’età media superiore ai 30 anni e rispetto al 2009 il treno più veloce impiega 20 minuti in più.


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