Tacchinella Spaziale: gli astronauti dell’ Apollo11 mangiarono abruzzese.

Tacchinella Spaziale: gli astronauti dell’ Apollo11 mangiarono abruzzese.

Era il Luglio del 1969 quando Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins sbarcarono sulla luna. La NASA cercò per anni quale cibo potesse essere portato dagli astronauti in orbita e nutrirsi in maniera adeguata con un cibo nutriente e con poco ingombro. Fu così che gli Space Food System Laboratories scelsero, alla fine, questa ricetta italiana che, particolarmente magra e digeribile, fu ritenuta fra le più adatte. Durante il viaggio i 3 conquistatori del satellite terrestre, poterono godersi un piatto della cucina tipica abruzzese seppure in versione liofilizzata.

L’antica ricetta

Si prende il tacchino, possibilmente femmina, dopo averlo disossato, le ossa vengono rotte e sistemate nella teglia per dare maggiore densità al brodo di cottura. La carne viene sistemata sopra le ossa, si aggiunge acqua senza coprire del tutto le carni, aglio, alloro, pepe in grani e sale. La cottura avviene in forno a legna o a combustione ad alta temperatura in modo da ottenere un arrosto cotto nel suo brodo.
La carne girata con frequenza, prosegue la sua cottura per sei/sette ore. Terminata la cottura, la quantità di brodo residuo viene separata dalla carne, sgrassata e filtrata. Il brodo così preparato, ancora caldo, viene fatto raffreddare insieme alle carni a temperatura ambiente e poi lasciato in frigorifero dove diventerà gelatina. In origine la preparazione avveniva senza disossare l’animale, con notevoli difficoltà di consumo a fronte di una maggior semplicità e velocità di preparazione.
Il Tacchino alla Canzanese viene tagliato solo qualche attimo prima di essere servito con la sua preziosa gelatina. Il contorno ideale? Carote e zucchine appena sbollentate in acqua e aceto e conservate in olio extravergine d’oliva. In stagione, saporiti e colorati chicchi di melograno.

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