Jago, lo scultore che ha svestito il Papa.

Written by on 6 Agosto 2017

È un artista particolare Jago. Lo abbiamo conosciuto in occasione di Artigitale, il festival dell’artigianato digitale di Guardiagrele (CH). Si definisce un autodidatta, ha lasciato l’accademia perché non sopportava l’idea che qualcuno dovesse scegliere se fosse all’altezza o meno di esporre. Il pubblico decide le sorti di un’opera. Per questo motivo la sua ricerca si è spinta più in là, non solo scultore ma anche imprenditore di se stesso.

Qualcuno lo ha definito addirittura un “SocialArtist” che ha saputo sfruttare le potenzialità di Facebook per mostrare a molte persone il proprio lavoro. Il suo segreto? Dare al pubblico quello che gli altri non danno: il dietro le quinte con video time-lapse che mostrano il making of delle sue opere. Come quello della svestizione di Papa Ratzinger. Habemus Hominem storia di una statua che continua  a trasformarsi con il tempo con l’evolersi della storia (in questo caso la rinuncia al papato di Benedetto XVI). Immagini che hanno fatto il giro del mondo.

Con lui abbiamo scoperto una definizione di arte particolare per la quale quando si crea un’opera non si fa altro che restituire al mondo una parte che abbiamo preso in prestito e trasformato con il nostro cuore. Fare arte per guadagnare e restituire ai propri genitori quella fiducia anche economica spesso difficile “i miei anche nelle occasioni difficili non mi hanno mai fatto pesare la situazione e mi hanno sempre incoraggiato nel seguire le mie passioni”.

Un sogno diventato realtà con impegno, sacrifici e dedizione. Il sogno di un adolescente che sperava un giorno di diventare come Michelangelo. Se sarà riuscito nel suo intento lo sapremo tra qualche centinaio d’anni, nel frattempo ecco l’intervista di Francesco Di Bucchianico.


Background